Una Bella Energia by Paolo Forli - Puntata 1
Tutte le puntate di Una Bella Energia by Paolo Forli
Andata in onda mercoledì 4 novembre 2026. Conduce Paolo Forli. Dura 59:54. 4 stacchi musicali, 12.4 minuti di musica.
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Prima puntata per UNA BELLA ENERGIA un programma di Paolo Forlì, che torna in questa stagione con nuove interviste ad ospiti speciali.
Ad aprire la nuova edizione, un ospite d'eccezione, il musicista Marco Ghezzi.
Cosa si è detto (trascrizione automatica)
Dove ricomincia il discorso
- 2:27 Lo sapevo, no?
- 18:27 Torchinez erano fissi.
- 30:10 Bruce Bero, vai, la tua più grandissima paura qual è?
- 41:42 Un pezzo un po' romantico anche Marco, giusto?
- 54:57 Gianni sta parlando lì al banco.
Non sono titoli: sono le prime parole di ogni ripresa, dopo un disco. Servono per saltare al punto giusto.
Cosa si è detto
0:06 Lo scieriffo non piace, allo scieriffo non piace il rock della casba, ti piace il rock della casba lo scieriffo, lo sai? Lo sapevo, no? Nuova sigla, 2026-2027, clash, allo scieriffo non piace, non gli piace, stagione, prima puntata, primissima puntata, mercoledì 4 novembre, il nostro primo ospite, quindi l'emporico di questa stagione è niente popo di meno che Marco Gezzi, Marco benvenuto Buonasera a tutti, agli ascoltatori di Radio Viniless, tu sei anche un conduttore qui quindi sei in... Sì, sono un conduttore e volevo ricordare che domani facciamo una transizione dalle 7 alle 8 Smetto quando voglio con Abbi Cabros Quindi ci piace che tu partecipi in Tripla Veste da amico, da conduttore, da ospite musicista e tutto, parleremo di un sacco di roba, parleremo anche di musica Anzi, no, parleremo di te, chi viene qui deve essere assolutamente il protagonista della
3:47 trasmissione e ci deve raccontare la sua vita, non deve raccontarci soltanto la sua professione o quello che fa, quella la conoscono un po' tutti, io scaverò dentro la tua anima e tu racconterai ai nostri amici in ascolto chi sei davvero, ok? Ti fai il terzo grado, ti farò il terzissimo grado, io prima di chiederti la fatida domanda chi sei, perché quella è la prima domanda che facciamo sempre a tutti, ti chiedo di parlare al microfono come se non ti conoscesse nessuno, come se fossimo a Castellammare di Stabbia e ti stessi rivolgendo a loro, ok?
4:17 Anche se qualcuno sicuramente conoscevi anche là, dicci un po' che hai fatto nella tua vita, dicci come nasci, dove nasci, dove parti, dove studi, dove arrivi Guarda, questa è una cosa che non ho fatto mai in vita, lo so che è per quello che... Ho arrivato a questa età e non l'ho fatto mai, si va beh, comunque, dove nasco? Allora, io sono nato a Roma, genitori romani e poi a sei anni mi sono trasferito qui a San Mettore del Tronto, mia madre si era innamorata di questo posto, quindi per motivi di lavoro, scegliamo di vivere qui. Io ti racconto già una cosa bellissima, che il primo giorno di primo elementare, alla scuola Moretti, entrai a scuola e il maestro parlava in San Mettese, c'erano amici di Costignano, de Castignano, de Rotella, cioè io praticamente sono
5:03 nato a casa e ho detto, ma io non ci capisco niente, tu eri romano, non capisco una parola, ma perché comunque dovei entrare un po' anche nel dialetto San Mettese e quindi ci misi un po' di tempo, però al fine piano piano ho anche acquisito un po' di marchigianità, a sei anni dai, già dopo due anni parlavi, manche prima, eri dei nostri, senti, poi dopo che fai? Dopo la tua scuola elementare con quelli di Costignano? Dopo la scuola elementare, vabbè, mi scrivo in prima media, però nel frattempo mi scrivo anche un corso di pianoforte classico, perché allora non c'erano tante scuole di musica come oggi, quindi non c'era un corso di batteria, che era lo strumento che volevo suonare, in realtà. Io andavo a Sambretto alto, a scuola da Livio Petrini, perché studiai un po' di violino.
5:52 Alto Rione andavo, sì, da Livio Petrini, sì, grande insegnante, grande una scuola che si chiamava Toscanini, che stava in via Piemonte, e tra questi miei, diciamo, amici che studiavano c'era anche Fabio Luteri. Fabio Luteri partì insieme a fare un percorso di musica classica, e quindi a 11 anni iniziò a suonare il pianoforte. Funziona tutto, Gianni Schiuma? Funziona Grandi, dopo raccontiamo tutto. Scusami, Fabio Luteri, quindi tu vuoi suonare la batteria? Io volevo suonare la batteria, ma in realtà non c'era, quindi mi accontentavo il pianoforte, ma dopo due o tre mesi mi piaceva questo strumento, quindi continuai volentieri a suonare il pianoforte.
6:47 Ok, e avevi anche? Bach, Beethoven, Mozart, Vivaldi, musica classica. Rachmaninoff? Dopo. Dopo. Dopo. Quindi a che età avevi lì? 11-12 anni. Super bambino. Dopo di che? Dopo di che attività sportiva, ogni tanto giocava a basket, a pallone con gli amici, però poi la musica piano piano mi prendeva, mi prendeva in modo importante. Ti partiva la mano? Mi partiva la mano, ma mi piaceva poi cominciare a esplorare altre cose. A 13-14 anni cominciamo a formare la prima band tra amici di classe, tra cui ci sono dei ragazzi, degli amici con cui poi ho fatto negli anni un percorso bello e importante e cominciamo a suonare insieme delle canzoni dei Beatles,
7:29 canzoni di musica italiana, che ne so, Baglioni, Bennato, la P.F.M. Anche la P.F.M. Anche progressisti. Dov'è che andavate? Le facevamo nella manzarda di casa mia. Avevate la manzarda? A manzarda. O la garage band o la manzarda? Dalle due alle otto. Perché dopo. Con mia mano e mia parra che non ne facevano più, perché sentivano sempre questa batteria, questi pezzi, sempre quelli. Insomma, alla fine è stato un percorso bello e comunque ci ha fatto crescere tanto, perché poi con la musica riesce a condividere delle cose che in altre situazioni magari non lo puoi fare. Con la musica sì. Però tu continui a studiare musica? Però continuo a studiare musica. Oltre alla manzarda?
8:09 Oltre alla manzarda continuo a studiare musica, quindi continuo a fare un percorso classico ma parallelamente faccio un percorso personale di musica moderna. Quindi che facevamo noi? Negli anni 70, parliamo degli anni 70, non c'era intetto, non c'era niente, c'avevamo la radio. Ascoltavamo le radio di locale di San Meridetto, c'era radio Volte Marconi, c'era radio Base Palma, bravo, te la ricordi? Come no? Poi c'era radio 102 che stava, mi pare, a Zona Scolani e quindi noi sentevamo le canzoni e cerchiamo insomma con un registratorino di registrare questi pezzi e poi risuonarli e rifarli.
8:43 Ecco questo è il mio percorso diciamo iniziale che era bello. Poi però ti laurei praticamente? Poi a 23 anni, perché il percorso del pianoforte classico è lungo, ci ho messo 10-11 anni, mi laure in pianoforte classico. E dove lo studi? Lo studio Alvivaldi, ma gli esami si facevano al Conservatorio di Teramo, al Braga di Teramo. Mi sono laureato, perché adesso questa era la laurea, mi sono laureato al Conservatorio di Teramo a 23 anni, però lì dopo c'è stata questa cosa che io dopo 10 anni di musica classica ho preso i libri,
9:22 l'ho messo da parte, non l'ho più toccati perché c'era una sorta di noia, ma il richiamo c'è sempre stato perché poi quando avevamo 15-16 anni noi, quella banda del gruppo che sentivamo, i Clash, i Ramones, i Sex Pistols, gruppi italiani che si chiamavano Chaos Rock, la candeggina gang mi pare che si chiamava, Joe Squillo, quindi veniva fuori questa New Wave, punk e New Wave, che a noi ci influenzò moltissimo, quindi io cominciavo a suonare fuori Vivaldi, fuori Bach, fuori Beethoven. Cominciavo a suonare il punk e New Wave e facevamo anche dei pezzi nostri, contro la scuola, contro il sistema, contro la famiglia,
10:08 eravamo un po' ragazzi ribelli diciamo. E quindi ciao Otto, e quindi da lì mi vai, mi parti e cominci a suonare dove? E cominci a suonare e fare dei live, facciamo dei live anche gratis chiaramente perché la nostra voglia era quella di poter suonare dei pezzi e ci possiamo raccontare, qualcuno che ce l'ha in mente se lo ricorda benissimo, dei concerti a liceo classico, scientifico e alla ragioneria, facciamo dei pezzi nostri e ci chiamavamo nuova generazione. Nuova generazione? A qualcosa di New Wave un po', no? New Generation,
10:48 nuova generazione. E dopo di che tu mi vai a suonare pure, facciamo un piccolo balzo in avanti perché voglio farti tante altre domande, mi va a suonare con un po' di... cioè musicisti locali e bravissimi, dopo ne parleremo anche dei musicisti della zona Marche Abruzzo che sono bravissimi. Io ho avuto la possibilità con delle conoscenze, quindi suonando con tanti bravi musicisti, di fare dei tour, dei tour con cantanti italiani, per esempio con Dario Baldambembo, questo faceva l'amico E, tu cosa fai stasera, Brani insomma, da Sanremo, con Bobby Solo, uno dei più grandi rock Italiani, Bobby Solo, personaggio meraviglioso,
11:41 lui cantava e suonava la chitarra per due ore e mezzo. Io sono rimasto folgrato, ho detto ma come fai tu a 60 anni, paccati, ma io la musica l'amo, queste sono cose bellissime che mi ha detto, mi ha fatto crescere tanto come musicista perché comunque tu ti trovi di fronte a dei personaggi che hanno fatto la storia della musica italiana. Dice Gianni Schiuma se vuoi un po' di vino. Beh, un goccetto così c'ha la gola un po' secca. C'ha la gola un po' secca. Anche Paolo mi sa che c'ha la gola. E quindi ho fatto questi tour con un altro cantante che si chiama Mario Castelnuovo se te lo ricordo. Mario Castelnuovo?
12:15 Mario Castelnuovo andò a Sanremo, faceva dei brani molto teatrali, molto particolari, però era un cantante che all'epoca andava... parliamo degli anni 80, quindi... Certo. 80, 90. Certo. E però ti laure pure in jazz tu, perché quello è un altro mondo. Dopo. È un altro mondo ancora. Nel frattempo, nel frattempo io continuavo a studiare per conto mio, non c'erano dei metodi particolari, quindi noi stavamo con i dischi. Noi mettevamo i dischi sul piatto e suonavamo dietro col pianoforte, sentivamo i grandi del jazz, che ne sono Charlie Parker, Miles Davis e quindi cerchavamo di capire quello che stavamo facendo. Il jazz è un mondo completamente apparte. Un altro mondo. Parliamo proprio di una cosa diversa. E mi laure in jazz, perché a un certo punto a 47 anni dico vabbè ora voglio tornare al conservatorio, voglio prendere una laurea e mi sono laureato
13:08 in jazz. Affermo. Perché nella musica non si finisce mai di studiare. Ma sai quanta gente di qui che vive qui non sa le cose che tu hai fatto, le cose che fai? Perché che Marco è un personaggio un po' schivo, cioè lui le sue cose le fa, le fa nel suo mondo, dentro il suo mondo parla, scherza, ride, dice tutto, ma fuori dal suo mondo non è che si affaccia tanto e quindi devo dire che pochi sanno tutto quello che hai fatto, quello che fai ed è per questo anche che sei qui, hai una bella energia.
13:43 Allora c'è una cosa importante, un fatto, un fatto che comunque c'è un proverbio che dice Nemo profeta in patria ed è vero perché io ho suonato tanto. Tranne uno che ci sta portando il vino in questo momento. Tranne lui. Tutto il resto Nemo, tranne uno nessuno è profeta in patria. Lui è profeta ovunque, penso che anche in Giappone potrebbe essere un profeta. In Giappone direi che sì, è stato un gran bel profeta. Allora diciamo che proprio dedicandola a Gianni Schiuma prima di farti la domanda chi sei,
14:17 questo è quello che hai fatto un po', poi ne torneremo sopra. Poi devi dirmi chi sei, perché l'altra cosa mi parli della tua anima, chi è Marco Chezzi. Mettiamo un pezzo perché questa è una puntata molto why not, un pezzo molto Gianni Schiuma, molto why not, molto quegli anni lì e quindi ti metto burning down the house dei Torchinez. Eccoci qua allora, è iniziato il terzo pezzo, ma te lo mettiamo dopo. No, hai messo un pezzo, i Torchinez. Io ho i vinili, ho quasi tutti i Torchinez. A me ricordano tantissimo il why not. Io andavo a why not, spesso era tardi col motorino perché ero ragazzino inoino e i Torchinez erano fissi. Ho messo tutti i pezzi che ascoltavo e ballavo al why not che metteva una musica pazzesca. Cioè chi ti metteva questa musica all'epoca? Non c'erano locali. Il
18:57 numero uno. Però non sfuggirmi a questa domanda, chi è Marco Chezzi? Allora tu prima di una cosa giusta schivo. Schivo perché? Perché comunque negli anni ho capito che la parte più importante, diciamo soprattutto per quello che faccio, è l'umiltà. Cioè io lo so mi piace suonare e mi ricevo un sacco di complimenti e comunque sono ben felice di ascoltare gente che viene a sentirmi, che sente delle emozioni quando suono io oppure suono con la band. Però non mi piace sviolinarmi troppo, non mi piace questa cosa perché... Togliamo la musica adesso. Chi è Marco Chezzi? Marco Chezzi. Questa domanda è difficilissima a rispondere.
19:48 Marco Chezzi è una persona che comunque vuole vivere bene, vuole fare delle cose che gli piacciono soprattutto e quello è importante nella vita. Vuole soprattutto non avere troppe situazioni negative perché le situazioni negative le cerco di allontanarle sempre perché quelle mi fanno solo male, non c'hanno senso. Quindi voglio il bene per me e chiaramente se io riesco ad avere il bene per me, riesco ad avere anche la possibilità di comunicarlo agli altri che è la cosa più importante. Poi tu magari comunichi in musica tante cose,
20:30 ti ringrazio del regalo che mi hai fatto che non avevo, che è 21 grammi, lo facciamo vedere, è un cd, quanti brani Marco? Ci sono 10 brani che ho scritto nel periodo della pandemia. Pandemia che io non conosco, quindi non sapevo, non promuovi, questo a me piace che sia così, però adesso sono contentissimi, sono tutti pezzi strumentali. Sono pezzi strumentali che ho composto, ogni pezzo ha un significato, magari se posso dire per esempio che Mare è calmo è un brano che sta in questo cd, è un brano che è dedicato a San Benedetto,
21:03 al lungomare di San Benedetto, è il mare quando è calmo che è meraviglioso, poi ha camminato sulla spiaggia, è bellissimo. Il mare è bunazzo. Va bene, lo ascolterò, poi sai io amo tanto la musica strumentale, quella senza parole, senza canto, un po' cinematografica, quindi spesso diciamo che accosto un suono, delle armonie a dei pensieri, a dei luoghi e quindi vediamo che cosa mi verrà in mente quando ti ascolterò. Ci sono delle brane addirittura che sono state ascoltate da un mio amico che fa il psicoterapeuta e lui li mette durante le sedute, però è una musica magari che tranquillizza, che rilassa e questo è anche una cosa benefica che sono riuscito a fare. Ecco questo è un merito, me lo dò perché comunque è composto di... vuoi sapere come si compone? Ora faccio io la domanda,
22:00 come si compone? Non si sa, perché il momento in cui metto il pianoforte e suono mi viene fuori qualcosa, me la registro, me la risuono, mi piace, non mi piace, taglio, eccetera, alla fine viene fuori qualcosa che può avvenire anche in tre minuti, può avvenire in tre ore, in tre mesi, dipende, dipende dal momento, dall'ispirazione, dal sentimento che hai in quel momento, che è un sentimento di sofferenza o un sentimento di gioia, quando stai piatto, quando stai piatto non succede niente, c'è sempre una emozione che c'hai tu a livello proprio di vita. Poi ci sono momenti in cui in tre ore componi dieci canzoni e poi in tre anni non li componi nemmeno uno, è come per un pittore che si sente di fare cinquanta quadri e poi per due anni non ne fa nemmeno uno, ma questo è la bellezza dell'essere umano,
22:43 no? C'è stato qualche ricordo musicale che hai sia da suonatore che da spettatore magari che ti ha un po' modificato la vita negli anni, in concerto? Allora concerti sì, quello che mi ha modificato la vita. Da quei giorni lì mi ha cambiato un attimo la vita. Allora la PFM all'Arena Sirena nel settanta, allora la Sirena dove sta l'Arena adesso, che era un cinema all'aperto, ma si facevano alcuni concerti, io andavo ai 14-15 anni e lì ebbe una folgorazione musicale perché vedi dei musicisti suonavano live, mi ricordo Felapolo e Premoli, le tastiere, mi ricordo il batterista che non mi ricordo come si chiama, Frenzo Di Giocio che cantava, due batteristi, vedi uno spettacolo meraviglioso,
23:31 la PFM già, il progressivo Assammelietto, fu una cosa folgorante. Primo, secondo concerto di Frank Zappa al mattatoio, andai con mio zio a Roma e mi portò nell'82 al concerto di Frank Zappa al mattatoio e lì fu folgorato da questo meraviglioso compositore, chitarrista, cantante, una persona fantastica. E' più pensato di poter suonare anche la batteria? Io no, ogni tanto la suono. Tu la suoni? La suono di verta, ma non è che sono un batterista, però mi aiuta. E c'è un terzo strumento che avessi dovuto suonare che dici, magari lo cominciamo prossimo anno?
24:08 Il basso, il basso, il basso elettrico mi piace perché il basso è la pulsazione del brano. Ogni brano, se tu lo senti e senti il basso, ti fa capire come cammina il pezzo. Quello è importante. Certo. Ci sono band fatti da duo, chitarra, batteria, eh? Lo conosco di verse. Però già ti posso dire che suona uno strumento ha la sua complessità, perché comunque tu devi capire che tu canti, suoni e mi è piaciuto tantissimo quando hai cantato quel pezzo, Rock the Gas, insieme a me. Era per promuovere questo programma, perché per 8 mesi avremmo Rock the Gas battuti.
24:47 Però te l'ho detto prima e te lo ripeto, che sei stato bravissimo. Ci hai proprio dato una spinta per suonare ancora meglio. C'era una band dietro che stava suonando in maniera eccellente. Mi sono rimasto a bocca aperta. Ah beh, diciamo che stavamo in simbiosis. E' in simbiosis. C'erano un bel gruppo, c'erano un bel feeling. Sarà l'ultima domanda di questa trasmissione, mi parleremo della Awana Scaps Band, che sono ragazzi, chiamateli. Io li ho chiamati e li porto a Madonna di Campiglio. Quindi a gennaio chi vuole venire si trova su Madonna di Campiglio.
25:19 Senti una cosa, un pubblico ideale esiste? Che ti capita che tu venga a suonare mentre suoni? Mi è capitato. Tu mentre suoni davanti a te che stavamo di spalle che in maniera Mi è capitato una volta di fare un concerto di jazz e promuovevo questi pezzi miei, quindi stavamo in un locale che era di nicchia, ero particolare, quindi mi aspettavo un pubblico d'ascolto, quindi vennero a ascoltare i miei pezzi. Invece c'era uno che stava con la birra, con un suo amico, ogni tanto parlava, batteva la birra.
25:59 Allora io prima l'ho detto, ma fammi capire, ok tu sei venuto a sentire il concerto, però se vieni a sentire il concerto e ti bevi una birra, bevi nel moto delicato, mi spezzi un attimo, ma chi se ne frega, ma alla fine chi se ne frega. Ricordo proprio qui, qualche anno fa, un po' di anni fa ormai, e veniva Bob Korn, una delle sue, penso sarò venuto qua 7-8 volte almeno, Bob Korn e però mi capita quella sera un compleanno, al concerto dici di sì al compleanno, vado alla tizio, si chiama tizio, io dico c'è un problema, stasera quando sovera tu c'è un compleanno, io non ci parlo con questi, ma qui secondo me alzeranno, il tizio suona chitarrina piccola così e vocina, quindi proprio una cosa che tutti ascoltano, poi
26:44 lui parla, racconta, quindi è veramente d'ascolto, e lui mi disse una cosa che poi lui ho fatto tesoro per i prossimi anni, disse, ah guarda, più loro parlano forte e più io suono piano, in che senso, tu vedrai, perché che succede sennò che il pubblico parla forte, quello suona ancora più forte, il pubblico parla ancora più forte, niente, tant'è che quando lui suonava abbassò il volume e la gente fu costretta, perché si sentiva solo loro, un grande, è stato un grande, pubblico ideale, pubblico ideale non lo so, io penso che quando un musista suona, è un po' egoistica questa cosa che ti dico, però è vero, deve suonare per se stesso,
27:29 se gli altri poi recepiscono quello che sta facendo, ok, ma io non posso suonare per gli altri, è vero, è vero, è vero, tutto qua, io al why not ballavo anche questa caro mio, un pezzo di quelli che mi hanno seguito, cioè da tanti anni che ce l'ho dentro, ma guarda che ho guardato c'entrava pure io, quindi dimmi tu se non ballavi questa qua, andiamo ah, ballavi, Violin Farm
30:10 tagliamo un po' di pezzi, anche il gonde, questo gonde, di gonde a tagliare mi sento male, però siamo arrivati qui, dobbiamo arrivare qui, quindi Marco, ho fatto un sacco di domande, mi devono fare un sacco di domande ancora, spero di essermi, non sono nemmeno preparato, dovete sapere che io non so niente, Paolo mi farà delle domande a Bruce Bero, vai, la tua più grandissima paura qual è? Mi serve, e che io rispondo? La mia più grande paura, trovare una tastiera col tasto rock? No, no, no, la grande paura, non lo so qual è la più grande paura,
30:44 sinceramente di paura ce ne stanno tante, ma la più grande è di non poter più suonare, taglino entrambi le mani, che c'ho problemi alle mani, qualcosa del genere, questo non lo auguro, non me lo auguro, lei assicurate le mani? Certo, senza mani però sei pieno di soldi, è meglio suonare però, sei pieno di soldi però, e qual è il rifugio a questa paura? Sai che ognuno ha paura di una cosa, quindi ha un rifugio, io ho paura del mare, vado in montagna, ho paura della montagna, vado al mare, ho paura...
31:13 Cioè rifugio a questa paura che io non potendo... Hai un rifugio, hai un luogo, qualcosa, un pensiero, una situazione, c'è chi ha paura del mondo e si beve 7 litri di whisky al giorno, c'è chi ha paura dei whisky e va a fare... Ma guarda, io quando c'ho queste paure sai che faccio, mi prendo un bel libro e me lo leggo. Ecco, la lettura. Me lo leggo, oppure leggo qualcosa che mi piace, anche sul telefono. Sei un lettore Marco, sei un lettore? Mi piace leggere. Ti dico quello che leggo ultimamente, da tanto tempo, sai qual è? La Bibbia.
31:44 Ehi, ha la Bob Dylan? Non lo so, però la Bibbia è piena dei significati, io a volte rimango folgorato perché comunque ci sono delle cose che ti mettono alla prova. Ci sono delle cose che ti mettono alla prova. E lì ti dicono, ti dice, qui ha scritto la Bibbia, ci sono delle cose veramente di vita, che tu vivi e ti rendi conto che quello che è stato scritto è vero. Le leggi da credente? La leggo da credente, ma credente non frequentante, credente ma non frequentante. Come penso il 98% degli italiani, degli europei forse?
32:24 Però credo in Dio e credo in qualcosa che ci segue continuamente, che ci accompagna la vita, ma poi non mi piacciono tante cose. No, no, ma parliamo di questo, parliamo, mi piace invece. Vedo molta falsità in giro, vedo molti comportamenti che magari di persone che comunque vanno in chiesa, pregano, eccetera eccetera, poi fuori si comportano in un altro modo e questa cosa non mi piace, la falsità. Io ho la falsità, l'ipocrisia, non mi piace. E' per questo che sei non frequentante? Per questo non sono frequentante, ma io per conto mio prego, credo in Dio, leggo la Bibbia, cerco di approfondire delle cose,
33:07 a volte non riesco perché faccio fatica, perché è veramente difficile. Non è semplice, la Bibbia è una lettura altissima e dicono che ciascuno dovrebbe leggere la Bibbia, perché contiene dentro dei messaggi che anche le letti oggi ti danno una sensazione, le letti fra un anno te le danno un'altra, quindi è incostante. Però magari devi far tesoro di quello che legge e capire che certi comportamenti sono importanti nella vita. Tre persone che tu avresti voluto conoscere nella tua vita o che magari vorresti, perché sono magari ancora in vita?
33:40 Questa è un'altra domanda. Questa è la domanda più classica di una bella energia. Allora, naturalmente io ti devo parlare di persone comunque nell'ambito della musica, perché io una persona che volevo veramente conoscere era John Lennon. Io ho amato John Lennon e ho pianto quando è morto, perché l'anima dei Beatles era lui. Io ho sentito i Beatles, conosco tutta la discografia, ho suonato tanti pezzi, e di John Lennon mi piaceva il suo modo veramente rivoluzionario, pacifista, di cambiare il mondo, perché lui in parte l'ha fatto. A parte imagine, le canzoni, ma anche il modo dei suoi comportamenti con la moglie, con Yoko Ono,
34:24 ma anche durante il percorso bitolziano in cui rifiutò di essere incornato baronetto. Hai visto il film di poco fa su John Lennon? Molto bello. No, non l'ho visto. Da quando era bambino molto molto bello. Quindi John Lennon che poi secondo me è stato uno dei più grandi compositori, parlo a livello mondiale, ma compositori nei secoli, perché comunque Mozart, Bach, Beethoven, anche John Lennon, perché no? Assolutamente sì, sono d'accordissimo con te. Ti posso dire 10 secondi come funzionava la composizione di John Lennon? No, lui non aveva una voce molto alta, quindi riusciva a comporre delle melodie meravigliose nelle 5 righe del pentagramma.
35:14 Questa è la grandezza. Altro personaggio che io ho conosciuto in parte, perché fece un concerto a San Benedetto, Pino Daniele. Pino Daniele l'ho conosciuto in parte perché c'era un mio amico che organizzava il concerto al Calabresi e andammo a cena insieme con il mio amico, che non c'è più Luciano Bassetti. Andammi insieme e io stringi le mani a Pino Daniele e lo salutai. L'avrei voluto conoscere, ma l'avrei voluto suonare. Anche due pezzi con Pino Daniele mi sarebbe piaciuto tantissimo, questo sì. Ti piace la sua musica? Ti piace la sua composizione? Ti piace la sua napoletanità?
36:00 Lui è riuscito a dare alla napoletana il blues e quindi per me è stato un altro rivoluzionario del cantautorato italiano perché ha detto adesso facciamo un'altra cosa con il mio accento napoletano. A me piaceva il blues tutto il giorno, ha già cantato. Poi la musicalità, poi i musicisti con cui suonava, poi il grande chitarrista. Terzo personaggio? Terzo personaggio è la musica classica. Adesso ti dirò una cosa che magari qualcuno saprà, ma il più grande jazzisti di tutti i tempi è John Sebastian Bach. Io Bach l'ho studiato, l'ho suonato e mi piace ancora, forse è l'unico che riuscirei ancora a risudiare.
36:46 Bach lui suonava nei gran caffè dell'Austria e improvvisava tutto. Lui improvvisava tutto. Il figlio, grandissimo scrittore, praticamente scrittore nel senso che scrive la musica, nel momento in cui il padre suonava lui scrive la musica e quello che noi abbiamo descritto è quello che lui suonava improvvisando. Questo era Bach. Molti dicono, ma lui ha scritto a composta armonia? No, lui improvvisava. Bach secondo me era veramente un genio, poco secondo me sottovalutato rispetto a tanti altri. Chopin, Mozart, Beethoven per carità, però Bach stava passavanti. Quindi quest'anno partiamo con John Lennon, Pilo Dagnere, Joe Assebassi e Bach, tre bei nomoni per la prima puntata di Una Bella Energia.
37:34 Sono stato bravo nella risposta, al volo. Io per ricompensarti, passano da mia figlia, che non si vede con il riusciante osso. Non sto ascoltando, almeno che non abbia le cuffiette, potrebbero anche ascoltare le cuffiette. Io ti voglio ricompensare con un pezzo secondo me molto bello che ho sempre amato, di una band un po' famosi, ma un po' di nicchia, che erano The Church. Questo pezzo si chiama Under the Milky Way.
39:17 Come un pezzo un po' cinematografico ti vengono in mente, un pezzo in bianco e nero, mi piace. Un pezzo un po' romantico anche Marco, giusto? Senti, prima hai passato alla tua figlia che correva qui sul lungomare, sul nostro bellissimo lungomare che ti invoglia a camminare a correre, no? Che ci dice le tue figlie? Quanti figli hai? Tre. Hai dai, hai tre figli. Ciao Simone, quello più grande c'è una 31, ufficio della pista, mia figlia 27, operaia della Barilla e l'ultimo che c'è a 15 anni si chiama Tommaso, che gioca a calcio purtroppo con l'Ascoli però non fa niente.
42:12 No, ma sto contento per lui perché sta facendo un percorso serie, Under 16, insomma. Appassionati di musica? Allora, ti dico una cosa veloce, io a casa ho tutto, strumenti, batteria, chitarra, eccetera, però i miei figli non ho mai forzato a suonare. Certo, certo. Perché comunque loro devono trovare un percorso, una strada e una passione e quindi sono contento così, quindi per me va bene così. Loro comunque, sì, appassionati di musica, sì, sentono tanta musica e questo già è importante. Andiamo avanti con le domande. Con le domande, con le domande. Senti, se tu avessi una macchina a spazio tempo, sali, metti un anno e metti un luogo, dove andresti e in quale periodo?
42:55 In quale anno? Vado a New York perché voglio sentire Charlie Parker che sono al Birland, quindi in 1935-38-40, voglio andare là. Avevo riaperto i bar, sì, avevo riaperto i bar in quell'anno, non c'era più la proibizione. No, non c'era più la proibizione. E io là, mi piacerebbe andare a ascoltare e vivere il periodo del bebop, il periodo del jazz più bello e più importante di sempre. E se invece ti condannassero a un anno di isolamento in un'isola deserta e per un anno potresti portare una persona che non sia una moglie, un figlio, un zio, un parente, quindi non un parente, chi porteresti per un anno?
43:42 Non c'è il primo dirmi questo. Ma non perché ce l'ho con qualcuno, non voglio portare qualcuno, però magari potrei trovare nella mia dimensione da solo che è bella, perché no. Torni dopo questo anno in Sovitaria che hai deciso mille cose, hai pianificato, sei pulito e entri in un bar, prendi un gratte e vinci 10 milioni di euro. Che facciamo? Ci compriamo l'isola di prima? No, facciamo una bella cosa. E poi ti ricollego un discorso che magari possiamo affrontare se ci rimane un po' di tempo. Prima, chiaramente tre figli, da una parte ai miei figli, senza che quantifichiamo, una parte ai miei figli per farli stare bene, per avere la possibilità di vivere un futuro migliore.
44:33 Poi, due anni devo viaggiare, devo girare tutto il mondo, voglio girare posti che non ho mai visto, quindi l'America, l'Africa, l'Asia. Voglio veramente girare il mondo, quindi conoscere nuove realtà, nuove modi di vivere, nuove buone cose che sicuramente ci darebbero delle aspettative diverse anche nel mondo del lavoro, anche nel mondo di vivere. Perché noi viviamo in questo modo, no? Viviamo così, ok? Tu vai a girare, quindi vai fuori, vedi delle nuove tradizioni e quelle sono bellissime. Mi parlavo l'altro giorno con un amico, tra l'altro una persona che ha dei ruoli istituzionali, e dicevo, sai, se io potessi scegliere, se fossi un legislatore, io obbligherei i miei cittadini a fare quattro, cinque viaggi all'anno, anche di pochi giorni.
45:32 Ma una persona che è costretta a muoversi vede altre cose, odora altri odori, assaggia, si rende conto che il mondo non è lui, non è lui il mondo. Ma anche in Italia, in Italia sono dei posti bellissimi che nessuno va a vedere. Vabbè, queste sono state sovriente nella risposta, no? Quindi, a posto. Aspetta, finisce, 10 milioni di euro vinto. Ecco, due anni e voi si avanza un sacco di soldi. E' una crescita musicale importante per le nuove generazioni, ma anche per quelli che hanno una certa età che vogliono cominciare a suonare.
46:21 Quindi, con insegnanti bravi, seri, professionalmente molto validi, e soprattutto un locale dove si possa fare musica quattro, cinque volte alla settimana. Parliamo di questo allora, che era un argomento di cui abbiamo parlato varie volte. La situazione live, non dico solo a San Betto, ma in generale, nel territorio, la situazione live di chi vuole suonare e di chi vuole organizzare. Siamo in un momento un po' critico, che ne dici Marco? Difficile trovare da suonare. Penso che sia il peggior momento degli ultimi anni che ho vissuto, perché ho vissuto in periodi in cui si suonava tanto.
47:00 C'erano dei locali storici, il fuori binario si suonava quattro volte alla settimana, ma in tutti i locali si faceva musica. Quindi, quali sono i problemi? La CIA? Possiamo dire. Le persone che magari vanno in un posto e non consumano più di tanto perché c'è un problema economico, perché non è che tutti possono spendere come una volta. Quindi la problematica è seria. Potrebbe anche esserci il problema del poco interesse verso la musica live? Sicuramente internet ha tagliato un po' e ha dato meno possibilità alla gente di andare a ascoltare un concerto. Intanto senti tutto lì.
47:38 Voglio dire una cosa un po' forte e un po' impopolare. Dimi tu quanti ragazzi sotto i trent'anni, anche trentacinque sotto, ascoltano qualcosa che è diverso da chi fa trap o cose simili? È una bassa percentuale. Quanti ragazzi sotto i vent'anni, venticinquani, trent'anni, si riuniscono per fare musica insieme? Ascolto solo quello. Ascoltono e basta. Fanno dei lavori in casa, fanno delle produzioni. Ok, ma la cosa bella che a noi abbiamo vissuto, penso pure tu, se comunque hai suonato e cantato, di fare un gruppo, di suonare insieme, di ritrovarsi una sera, fare dei pezzi, ascoltare, cioè crescere insieme musicalmente.
48:26 C'è un gap generazionale grosso tra la mia generazione e quelli che c'hanno trent'anni. Mancano vent'anni di musicisti. La colpa è un po' anche vostra? In che senso? Che non l'avete imposto, insegnato, preteso, fatto ascoltare. Ragazzi, ascolti questo disco di Frank Zappa, ascoltati. O proprio non hanno voluto, hanno detto no, non mi piacciono. Ma tu pensi che noi non ci abbiamo approvato? Ci abbiamo approvato. Io ho fatto anche lezioni di musica moderna con tanti ragazzi, quindi facevo ascoltare i Super Tramp, o Donald Fagher, o James Brown, tanti musicisti importanti pianisticamente.
49:06 Però poi i ragazzi erano concentrati su altre cose. Perché io ti faccio un esempio di quando ero un ragazzetto io. Cioè quando ascoltavo un pezzo degli Smiths o di Bob Dylan, mi piaceva andare a leggere quello che diceva, andavo a cercare il testo. Mi ha anche aiutato molto a imparare un po' di inglese questa roba qua. Esatto, esatto. Ma mi faceva pensare anche quel testo lì. Cioè che sta dicendo? Perché dice questo? Che succede? Mi faceva un po' pensare, oggi se io prendo un testo di molti italiani che hanno la S-Mosher, che se non c'è la S-Mosher non puoi cantare rap, e il testo veramente dice proprio poco poco poco.
49:42 E non mi fa pensare a tanto. Penso veramente a poco e non cresco su nulla. Questo è il problema, il dito che voglio puntare. Cioè, leggevo un pezzo di Dylan e scoprivo tante realtà politiche e anche realtà culturali che oggi, francamente, non trovo più tanto. È vero. Trovo nelle nicchie. Ecco, trovo la nicchia che faccia questo, capito? Purtroppo non ci sono. Questa è una realtà evidente e comunque noi, che ne so, cerchiamo di fare il possibile. Quello che mi dispiace, poi ho sentito una volta ultimamente un intervista di Tullo de Pisco, batterista meraviglioso, che ha detto, è inutile che ci lamentiamo, oggi i ragazzi non c'hanno la possibilità di farsi la cavetta nei locali.
50:28 Perché i locali non gli danno la possibilità di suonare. Questo è il problema. Noi non avevamo la possibilità, perché i locali erano pronti per fare musica. Io andavo in un posto e dicevo, guarda, c'ho una band, siamo in quattro e quattro. Ok, venite, dai, via, e pagavamo pure bene. Adesso i ragazzi non possono, quindi perdono anche la voglia, secondo me. Ti ricordo il Villa Aiello. Ah, come no? Villa Aiello si suonava. Noi andavamo, partivavamo, ci abbiamo suonato, abbiamo ascoltato, siamo andati. Una sera abbiamo rimesso noi, perché le birre erano molto superiori.
50:57 Come Bruce Brothers. Ma erano molto, quindi con i miei clementi che oggi, Massimo Volumi, Emidio, Cepi Fiorentino, Stefano Dominci. E così, purtroppo però io dico che non dobbiamo mollare dei pionieri come te, come Gianni, come noi. Cioè, dobbiamo convincere anche uno ogni mese a dire, guarda, che esiste la musica, esiste la roba, che ti fa crescere, non è soltanto un piacere fisico, psicico e emotivo, ma un piacere anche culturale, no? Quindi è la solita parola cultura. La domanda al volo prima di mettere un pezzo. Le assistite, le assistite un po' alle ultime questioni, midterm, elections, America, Trump, no, Trump, Democrats, etc.?
51:42 Poco, poco. Poco e niente. Che mi devi dire? No, no, lo sapevo di dare un commento a quello che... Poco perché ultimamente la politica, faccio fatica se quella. La politica italiana o la politica estera, faccio veramente fatica, mi sono stufato. Io ti sto seguendo. Eh, mi sono stufato. Però l'ho visto un attimo mentre viaggiavo, ho letto lì dove era una batosta pazzesca, vabbè. E il mondo è anche quello, quindi. È il mondo di quello, purtroppo sì. Mettiamo un pezzo, io ora sono un combattuto tra questo e questo qui, ma mettiamo questo qui.
52:13 Metti questo, metti questo. Questo qui? Ma sì. Molto molto... Decure. Molto molto molto molto molto molto molto... Anche perché lo cantavo sto pezzo. Molto why not. Per chiudere la prima puntata di WebEnergia e quale migliore domanda se non quella di parlare della Awanas Gaps Band, visto che è arrivato anche Ernesto e abbiamo Gianni. Gianni sta parlando lì al banco. Di lavoro, di lavoro. Ernesto che è uno dei due frontman, Marco Gezzi che è il tastierista, sono sei in totale. Awanas Gaps Band è un progetto... Ecco qui Ernesto, ci sei?
55:12 Prova a check, eccolo, benvenuti, Awanas Finds, Awanas Gaps. Allora, Awanas Gaps nasce qui. Ecco, raccontateci un po'. Chi è? Nasce qui a Radio Venile. Che cos'è? Chi è Awanas Gaps Band? Mentre facevo la trasmissione con Abbi Cabros, che faremo domani, smetto quando voglio, il giovedì ripartiamo domani, Gianni mi chiama e mi dice Oh Gezzi. Perché poi a me non mi chiamano mai per nome. Oh Gezzi. Ma perché non ci divertiamo, ci facciamo una bella band e ci divertiamo. Ah così nasce tu, hai detto? Nasce proprio così, nasce proprio così.
55:49 Nasce così. Io lo guardo e dico perché no? C'abbiamo anche un evento in cui possiamo cominciare di divertiamoci. Ma sai qual è la cosa, io da spettatore parlo, qual è la cosa più incredibile dell'Awanas Gaps Band? Che sono i due frontmen. Che non ci fa capire niente. Manganoi, a volte manganoi. Sì, perché ci sta il tecnico che schiuma e la mattetà che è Ernesto, capito? Ecco, quindi cerchiamo di unire. Sanna e goliardica confusione. Sì, nasce tutto dalla passione mia di Gianni per la musica, anche tra virgolette,
56:23 chiamiamola un po' retro. Ecco, la canzone italiana che comunque non è mai retro. Perché comunque diciamo che la melodia italiana, la musica leggera italiana, ci sono dei maestri che, se parliamo di Gianni Morandi, Little Tony, Ipu, insomma, ce ne sono Gino Paoli, Rino Gaetano. Cerchiamo di mantenere alta, a nostro modo, ovviamente, goliardicamente, poi con dei musicisti pazzeschi, perché oltre a Marco mi piace ricordare anche Valerio, Sabini, Febo Florà, Nicola Grilli, insomma, è una super band dove... Le stesse forti della band sono i musicisti. Io e Gianni mettiamo la mattetà e un po' di voce, dai.
57:04 Non sono d'accordo, perché una squadra che funziona è fatta da tutti quanti giocatori. Mi piace, perché tra i frontman c'è anche un po' di competizione durante il live. Per me no, perché vi germano in basse schiore. Non ve ne accorgete, ma c'è. Se ce lo dici tu ci credo, perché tu hai un occhio clinico. Se Otto farà il miracolo, io prometto a chi sta ascoltando e guardando in questo momento che a gennaio potrei sentire su Vinilis Radio un live degli Awanascapes Band della Madonna di Campiglio.
57:41 La Madonna di Campiglio su Vinilis Radio, ok? Beh, sarebbe un sogno per me, io non sono mai stato a Madonna di Campiglio su questo. Vabbè, sono state scritturati? C'è, la scritturata c'è. La data c'è. Dopo bisogna vedere se il capo dice che possiamo partire, perché qua noi siamo under control, tutto sotto control. Io ho già il contratto firmato, quindi... Come è andata sta puntata, Paolo? Come ti è sembrata la nuova parte tecnica di Vinilis Radio? Oggi è andata a Facere, perché ho chiamato Marco. Eh beh, mi piace vincere a Facere.
58:12 Ma ci ha di mistichezza con la musica, con la radio, siamo amici, tutto qua, con il locale. Quindi, capito, siamo partiti bene. Ho già i prossimi due, dopo Marco. E dai, dicci il spoiler. Il primo, se non sta in galera, perché ho saputo dei casini, mi è combinato, va bene, il nostro amico Walter. Walter? Oddio, il chitarrista, no? Walter Corley. Walter Corley, grandissimo dentista, ma uomo, grande tifoso, grande uomo, ma è pazzesco, sarà una puntata pazzesca. E dopodiché ho il si, preso da Marco Calcinaro. Che bello, abbiamo fatto una bella chiacchierata l'anno scorso con Vinilis Radio.
58:54 Ci sarà Marco, quindi i prossimi 11 e 18. Top, top, top. Andiamo che fra un po' parte benvenuti in mia casa show, attenzione. Comunico che tutta l'annata sarò vestita così. Per tutte le puntate di tutto quest'anno, va bene? Saha a tutti. La follia abita qui. Ciao a tutti.
La trascrizione la fa una macchina (Whisper). Sbaglia i nomi propri, i titoli dei dischi e la punteggiatura. Serve per cercare e per ritrovare un passaggio: non è una citazione.
Nomi e titoli sentiti
Marco, Perché, Però, Bach, Cioè, John Lennon, Bibbia, Gianni, Anche, Come, Marco Chezzi, Awanas Gaps Band, Beethoven, Ernesto.
Sentiti da una macchina, quindi da controllare.